Vai ai contenuti.

Formatori.net - Benvenuti su Formatori.net

Sezioni
Strumenti personali
Tu sei qui: Portale » Progetto FSE C1 » I profili professionali dei formatori

I profili professionali dei formatori

Sintesi dei lavori della comunità di pratica

Componenti del gruppo:

Marco Italiano
Mario Secoli
Diego Zaggia


Coordinatrici:

Giorgia Trapanese e Cristina Tra buio


1 - Abstaract

I profili professionali del sistema di Formazione Professionale nel Veneto sono raggruppabili in tre grandi ambiti: direzione, amministrazione e figure polivalenti. La polivalenza è una caratteristica pregnante e caratterizzante l'intero sistema veneto della FP ed è stata al centro dei lavori della comunità di pratica, che hanno portato all'individuazione di un modello positivo e di uno negativo di polivalenza. Seguire il modello positivo, e trarne quindi i maggiori benefici, implica un impegno da parte degli enti della FP nella formazione specifica alla polivalenza.


2 - Premesse e metodi

Il nostro gruppo di lavoro aveva il compito di "analizzare i profili di competenze per le principali figure professionali che operano nel sistema della formazione professionale". L'obiettivo ultimo ed il risultato atteso del nostro lavoro era quello di definire e delineare i profili di competenza delle figure professionali del sistema formativo. Il nostro punto di partenza era la normativa regionale in materia di accreditamento degli Enti di Formazione Professionale. Ci siamo resi conto nella prima parte del nostro lavoro, che seguire i modelli di riferimento più diffusi e conosciuti quali quello dell'Isfol, o quello che sta alla base della normativa sull'accreditamento non ci permetteva di rappresentare realisticamente il sistema veneto della formazione professionale, e non ci dava la garanzia di centrare un obiettivo fondamentale del progetto quello appunto di valorizzare la formazione professionale, in particolare quella della nostra realtà veneta.

La discussione ci ha condotto ad un approdo condiviso: servono nuove lenti per leggere e classificare i ruoli ed i compiti dei formatori. Uno schema rigido, crea una classificazione eccessiva, non ci rappresenta, specie se non è dinamico, se non tiene conto di una parola ormai divenuta centrale per noi: la polivalenza. Quello che è quindi il risultato del nostro lavoro vuole essere una "foto istantanea" della realtà in cui viviamo tutti noi membri della community del progetto

Per quanto riguarda il metodo abbiamo preferito un approccio di tipo qualitativo, centrandolo sull'esperienza vissuta dai professionals, valorizzando e dando visibilità proprio al vissuto di ognuno di noi, utilizzando passione ed intuito. Più che classificare la realtà, abbiamo voluto comprenderla, e le conclusioni ed i risultati del nostro lavoro seppur valutativi, in quanto condizionati dal fatto che noi stessi operiamo in questo settore, pensiamo siano molto utili, proprio perché provengono da professionisti del settore, che si sono interrogati sul loro lavoro, e sul loro mondo cercando di comprenderlo. Abbiamo articolato il nostro lavoro in tre parti:

  1. Le caratteristiche degli organismi di Formazione Professionale veneti
  2. La natura polivalente dei ruoli nel sistema
  3. Le competenze dei formatori.


3 - Il sistema formativo veneto

Quello che noi ci siamo riproposti di fare è stato di individuare gli elementi di comunanza e gli aspetti che ci accomunano e non di analizzare in dettaglio gli Enti del sistema FP veneto.

Le dimensioni organizzative
La caratteristica fondamentale dei vari enti che operano nel sistema della Formazione Professionale veneto è la loro natura "snella".
La ragione di una tale scelta dimensionale è attribuibile ad una concomitanza di fattori: storici (il contesto di incertezza in cui è cresciuto il sistema di formazione veneto); culturali (adeguamento ad una cultura di piccola media impresa che caratterizza il nord est) ed economico-organizzativi.
Secondo noi la "snellezza" è stata un punto di forza che ha permesso agli organismi FP di adeguarsi velocemente ai cambiamenti del mercato e assorbire le fluttuazioni. In questo senso si potrebbe quasi parlare di "scelta obbligata" da un punto di vista organizzativo.
I punti di debolezza di questa scelta dimensionale sono, invece, la mancanza di patrimonializzazione del know-how, di specializzazione delle figure professionali, e di strategie di innovazione.

I Professionals
La qualità del servizio offerto dal sistema di Formazione Professionale del Veneto è sicuramente migliorata, di pari passo con una sempre maggior professionalità degli addetti del settore.
I professionals, ai quali è sempre più richiesta come titolo di studio una laurea, entrano nel sistema formativo molto spesso con competenze di base generiche, e con scarse conoscenze del settore formativo. La valutazione in ingresso non viene realizzata in modo approfondito, e sono le prime esperienze sul campo a mettere in luce le capacità della nuova risorsa. La successiva crescita non sembra venga, però, condotta in modo consapevole organizzato e pianificato. Le conseguenze di questa pratica di gestione sono fondamentalmente due : per la risorsa la difficoltà a dare un senso al proprio lavoro ed a cadere, quindi, in uno stato di demotivazione. Le situazioni all'interno dei vari enti sono comunque diverse e non si può generalizzare.
Per quanto riguarda la vita dei professionals è emerso chiaramente che svolgono una attività quotidiana frenetica, che lascia poco spazio alle riflessioni e agli aggiornamenti.
Paradossalmente il mondo della formazione, sembra proprio quello dove l'aggiornamento e lo sviluppo delle competenze sia di difficile realizzazione.
A riprova di quanto detto, possiamo dire che non esiste negli enti, o almeno nella maggior parte, quella funzione che possiamo chiamare ricerca e sviluppo, associandola a quanto fanno le aziende, ma che nel nostro caso potremmo chiamare innovazione.
Questo non vuol dire che non ci sia né la volontà, né la competenza per farlo, ma che non vi è il giusto spazio e ed il giusto tempo per farlo. Questo comporta il rischio di diventare obsoleti, di non poter più rispondere alle esigenze di un mondo che cambia, e che noi non riusciamo più a comprendere.

La visibilità del sistema
E' emerso chiaramente che la nostra visibilità all'esterno, nel mondo di tutti i giorni e nel mondo aziendale è molto scarsa. Le cause sono molte e diverse, non ultimo la natura intangibile del nostro lavoro, ma il sistema stesso si dovrebbe interrogare su ciò che ha fatto per rendersi visibile. Abbiamo fatto molta strada per raggiungere una certa credibilità e di risultati ne abbiamo ottenuti di certo, ma forse siamo ad un punto di svolta. Esiste poi un altro livello di visibilità, che chiameremo visibilità interna.
Con questo ci riferiamo al fatto che gli enti di Formazione Professionale non danno il giusto risalto alle competenze dei formatori. E' necessario impostare un sistema di riconoscimento della competenza e dell'apprendimento di queste competenze.


4 - La natura polivalente dei ruoli

I confini che separano ogni figura professionale non sono sempre nitidi nel mondo della formazione. I differenti tipi di professionals si contaminano l'uno con l'altro portando ad uno scambio di informazioni molto produttivo, ma potendo generare altresì anche molta confusione e disagio. Questa caratteristica pregnante ed imprescindibile del sistema di FP veneto l'abbiamo chiamata polivalenza.

La polivalenza
La polivalenza è richiesta da un sistema imprenditoriale sempre più complesso, è imposta da ragioni economiche interne all'ente; ha il pregio di essere conforme ad una realtà esterna all'ente di formazione che appare complessa, flessibile ed articolata.
Riteniamo che si possa parlare di modelli positivi e di modelli negativi di polivalenza

Il modello positivo di polivalenza
Il sistema economico della nostra Regione presenta elementi di complessità, specchio di un'economia che non è chiusa in se stessa, ma aperta.
In questo quadro è cambiata anche la prospettiva entro la quale si situano i fenomeni organizzativi, che è divenuta più dinamica ed interattiva. In questo sistema economico, un lavoratore troppo specializzato, o meglio che non ha gli strumenti per valorizzare le sue capacità attraverso un dialogo con le conoscenze degli altri, non sarebbe dotato della flessibilità richiesta dal sistema.
Si richiede maggiore conoscenza dell'ambiente esterno, capacità di coinvolgimento, preparazione specialistica e contemporaneo superamento delle logiche rigidamente specialistiche.
Nell'era della complessità quindi, la polivalenza è una ricchezza, in quanto permette la relazione e la comunicazione tra saperi specifici e quindi un'apertura al nuovo.
La definizione di elemento polivalente data dalla scienza chimica, "ogni elemento capace di variare la valenza e di combinarsi con uno stesso elemento in proporzioni differenti, dando origine a composti diversi" (e nuovi) è quindi applicabile anche al settore della formazione. Se adottiamo questo modello positivo di polivalenza per la formazione, ai formatori è quindi richiesta :

  • una specializzazione ed una polivalenza ad un tempo, e quindi un contemporaneo comporsi di specializzazione tecnica e il superamento delle logiche rigidamente specialistiche
  • capacità di aprirsi culturalmente: non rimanare proguionieri di rigidità disciplinari e metodologiche
  • capacità di collaborazione
  • capacità di sviluppo delle proprie capacità in un contesto di autonomia, creatività, duttilità e interfunzionalità

Il modello negativo di polivalenza
Il modello negativo di polivalenza è quello in cui la polivalenza rimane legata alle sue origini di necessità economiche e tempo. In questo modello per i formatori la polivalenza è vissuta come un peso. Essere polivalenti significa in questo caso essere costretti ad esempio a fare cose troppo diverse, a lavorare con scadenze che si accavallano o dover sottomettere la passione del mestiere alle ragioni dell'economia rischiando di imprigionare i contenuti dei percorsi di formazione.

Formare alla polivalenza
Appare chiaro che i due modelli portano a due comportamenti e due modi di gestire e vivere la polivalenza. Il discrimine tra i due modelli, e quindi il vissuto dei formatori, è dettato, a nostro avviso, da come, e ancor prima se, l'Ente prepara alla polivalenza
Se la struttura di formazione sceglie la polivalenza scientemente allora è necessario formare i propri dipendenti per questo scopo. Per la sua stessa natura la formazione alla polivalenza dovrebbe essere flessibile, capace quindi di svilupparsi e ripensarsi durante il processo formativo. In altre parole di formare all'incertezza.
In conclusione possiamo dire che l'approccio della formazione alla polivalenza potrebbe essere quello del self - development e del self empowerment


5 - Le competenze dei formatori

Il nostro gruppo ha adottato un approccio critico in merito ai profili professionali ed ai relativi profili di competenza. Siamo partiti dall'analisi di quanto esposto e descritto nella Gazzetta Ufficiale in merito alle figure professionali per giungere alla conclusione che per rappresentare la nostra realtà avevamo bisogno di qualcosa di diverso. In realtà per gli enti veneti di Fp si può parlare sostanzialmente di tre ambiti professionali: la direzione, l'amministrazione e la "polivalenza".
Non volendo incorrere in un ennesimo confronto sul significato di competenza, abbiamo concordato di declinare le tre figure professionali emerse in termini di conoscenze e di capacità. Il lavoro ha portato alla individuazione di un elenco di competenze per le aree professionali su indicate. Abbiamo strutturato una scheda per ogni figura professionale. Accanto ad ogni singola competenza abbiamo aggiunto degli elementi a nostro avviso importanti. L'importanza, o rilevanza della competenza, il livello di possesso atteso, ed il livello di possesso rilevato (attraverso etero e/o autovalutazione).

Competenze
Importanza per il ruolo
Attese
Possedute
Conoscenze      
...      
...      
capacità      
...      
...      

6 - Conclusioni

Cerchiamo di riassumere schematicamente alcuni aspetti per noi rilevanti:

  • Per poter analizzare la realtà del sistema di FP veneto, bisogna cambiare lo strumento di analisi, è difficile ed improduttivo classificare i professional in schemi e categorie poco aderenti alla realtà.
  • La polivalenza è una caratteristica imprescindibile e altamente descrittiva del sistema formativo veneto, ma per essere recepita in modo positivo è necessaria una formazione alla polivalenza, che si strutturi essenzialmente con un approccio di tipo self development.
  • Gli enti di formazione sono orientati più a fare molti corsi in poco tempo che a curarne l'efficacia didattica e formativa.
  • Quasi tutti gli enti di FP sono ormai certificati. Ma la qualità del servizio offerto non dipende dalla certificazione. Dipende dalla professionalità dei formatori (non dei soli docenti, ma di tutti i professionals e quindi è legata alla "manutenzione" delle competenze
  • La qualità del servizio è garantita anche da una continua ricerca ed innovazione, aspetto questo poco sostenuto negli enti


Creato da adel
Ultima modifica 2004-11-04 08:20
« Luglio 2010 »
do lu ma me gi ve sa
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Sviluppato con Plone

Questo sito è conforme ai seguenti standard: