I professionals
A cura del coordinatore del gruppo Tiziano Casanova
Componenti del gruppo:
Laura Zavagnin
Fabio Xausa
Linda Comin
Premessa
Gli obiettivi iniziali del gruppo erano quelli di individuare da un lato cosa i professional partecipanti ritenessero utile come supporto per il loro lavoro , dall'altro attivare, attraverso la partecipazione alla comunità di pratica, una nuova modalità per fornire, ricevere, implementare rapidamente informazioni, metodologie, procedure utilizzando la rete, un forum, una newsletter, un sito.
Si è cercato di pervenire a questi risultati attraverso scambi di opinioni
all'interno del gruppo di lavoro e da una interessante indagine tra i partecipanti
al progetto nel suo insieme. Si tratta di una indagine tra professional della
formazione delle principali Agenzie Formative degli Enti Datoriali e quindi
significative dal punto di vista della rappresentatività. Il gruppo,
nella relazione:
- delinea il contesto
- tenta di individuare attraverso codifiche le declaratorie proprie della professione
- apre una discussione esistenziale su chi sono i non docenti nelle Piccole e medie agenzie
- analizza i servizi ed i risultati possibili
- sintetizza su quali siano le motivazioni dei professionals
- tratteggia la possibile creazione di un sito atto anche a "palestra
di discussione" per poter
continuare con gli approfondimenti anche dopo la conclusione dell'intervento sopra descritto.
Il contesto
Tra azioni di sistema finanziate nel 2003 , vi è il progetto gestito
da Ecipa Veneto dal titolo : Valorizzazione e Certificazione dei professionals
per la Fp . Già nei primi incontri frontali emerge a subito il primo
dei malintesi : " .. vorremo avere informazioni su come vi comportate nel
quotidiano con la vostra controparte committente - cliente pubblico , ma non
basta, è utile capire anche quali siano le procedure che adottate e le
metodologie , se ne utilizzate " . Strumenti come abilità acquisite
più che elementi costituitivi di nuova abilità e conoscenza .
Se in frontale vi è stata difficoltà nel decodificare le esigenze
di ciascuno per riallocarle in esigenze del gruppo, l' utilizzo della rete ha
evidenziato anche una certa difficoltà sia nella padronanza degli strumenti
che nella loro validità che riconoscimento valoriale di questa attività
come un impegno effettivo e mangiatempo alla stregua degli altri compiti della
settimana. Prima di entrare nel merito degli obiettivi e delle modalità
scelta dal gruppo , è utile ,al fine di contornare chiaramente il contesto
precisare qualche altro punto.
- Il professionals non docente si è visto dettagliare il proprio vestito professionale , on the job , solo cioè progressivamente nel tempo ; più con una azione ad escludendum che con una ad addendum ( le circolari operative danno indicazioni più su quello che si deve evitare che su quello che sia possibile fare).
- Anche l'indagine condotta tra i professionals delle principali agenzie formative datoriali evidenzia aspettativa sui supporti : essi sono percepiti più come soluzioni definitive dovute spesso ad impossibilità migliorative della burocrazia più che strumenti di nuova professionalità
- L' introduzione dell'accreditamento anche nel Veneto ha accelerato la presa di coscienza sul modo di definire il proprio ruolo, le proprie competenze , la propria professionalità
Le difficoltà emergenti si accentuano inoltre per un certo stato che potremo quasi definire di " solitudine operativa " del professional . Definizione che identifica una certa assenza di modalità di confronto con chi opera nella stessa funzione nelle diverse Agenzie . Se si tolgono infatti alcune modalità operative proprie di Agenzie più strutturate e più presenti sul territorio non vi è molta possibilità di confronto se non attraverso sporadici e occasionali incontri. Nelle Entità chiamiamole maggiori dal punto di vista delle struttura , vi è se non altro un continuo incontro tra tutors e coordinatori, tra amministrativi , tra progettisti e questo permette di individuare la validità del proprio agire e la giustezza delle azioni di altri . Qualcosa è in fase di cambiamento comunque. Aumenta la frequenza delle Partnership su progetti definiti generando cosi interscambi tra gli operatori.
Dati e considerazioni sul mondo della formazione: un questionario
L'idea di questa indagine nasce dalla discussione all'interno di un gruppo di
lavoro .Si voleva capire come i professionals della formazione veneta "
vivessero" il loro settore ed il loro mestiere .
Non solo cosa fanno quindi, ma come lo fanno , come vedono il contesto e come
pensano che sarà . I questionari sono stati quindi somministrati a tutti
i partecipanti il progetto , cioè anche agli altri 4 gruppi di lavoro.
Le risposte e le non risposte provengono da tutti gli Enti partecipanti . Tenendo
conto che i partners nel loro insieme rappresentano le Agenzie formative delle
Associazioni Datoriali in Veneto , e che questo " sistema" rappresenta
molto dell' evoluzione del settore, i dati possono essere buoni indicatori per
comprendere il com'era , il com' è ed il come sarà di questo settore.
I Professionals non docenti più operativi delle Agenzie sono per il 60% per cento donne ed per il 40% maschi . Meno della metà ( il 48,1% ) è coniugato ; nubili , celibi o divorziati sono il 51,9 % degli intervistati. E' convinzione , per alcuni , che il settore sia quasi una specie di ramo minore di chi ha studiato per insegnare e che ,abbia voluto trovare l' una altra via dell' esistenza" , più immediata se non altro rispetto a quella dell'insegnamento.
Tab. 1
Amministrativi , Tutors, Direttori, Progettisti (ora va di moda " Europrogettisti" ) , Project Manager , Promotori dell'area commerciale sono generalmente preparati per altri mestieri e poi adattano le loro competenze , anche integrandole del caso al settore della Formazione. L'età dei professionals è indicativa di un settore ancora in affermazione. Infatti , i maggiori gruppi di età sono quelli della fascia dai 25 ai 50 anni. Seppur in via di affermazione il settore formativo , è visto dagli intervistati come considerevolmente stabile nei suoi flussi di entrata ed uscita Oltre il 40 % degli intervistati ha un legame stabilizzato con il proprio Ente che supera i tre anni , ma rimane sotto i dieci . Il 25% di loro è in Agenzia da oltre i dieci anni. Il 18,5% lavora in agenzia da 1 anno sino a tre e gli ultimi arrivati cioè quelli che lavorano in formazione da meno di un anno sono il 14,8%.
Tab.2
Altro dato interessante per comprendere il sistema è l'osservare che l'assolvimento di una sola o di poche funzioni è in rapporto anche all'anzianità aziendale. Con un dato particolare , cioè quelli con meno di un anno di servizio fanno quasi una sola funzione operativa. Questo sta a significare che o il settore è ormai maturo e stabile tanto da cercare personale solo per le mansioni che si richiedono o che il settore sta altamente specializzandosi coinvolgendo giovani già predisposti al ruolo da coprire .
Come hanno integrato le loro conoscenze e come intendo farlo per il futuro
La percezione che gran parte di loro " fossero stati preparati " per
un altro mestiere , la si ottiene analizzando la loro esigenza di ulteriore
formazione. Gia da subito, dopo il loro percorso formativo codificato nei programmi
scolastici , oltre il 70% di loro prima di lavorare per la loro attuale agenzia
formativa ha sentito il bisogno di partecipare a corsi per integrare le loro
conoscenze. Il restante 30% non ha integrato le proprie conoscenze . Le motivazioni
non sono state chieste e potrebbero essere molteplici , ma analizzando la cosa
dal punto di vista dell'età , pare intravedere nell'area di post laurea
( 25 -35) la minor necessità ravvisata di integrare le proprie conoscenze.
Ciò potrebbe far dedurre un certo grado di soddisfazione del livello
di conoscenze acquisite. Diverso è il caso di cosa si pensa sarebbe utile
apprendere data l'esperienza di lavoro. In questo caso si chiedeva di indicare
le aree di interesse tra :
- Lingua
- Informatica
- Contabilità
- Marketing
- Comunicazione
- Relazioni Interpersonali
- Metodi di lavoro
- Organizzazione
- Gestione dei gruppi
- Innovazione
- Altro
Se è vero che la madre di tutti i problemi rimane la lingua , presumiamo l'inglese, per i professionals non docenti le aree su cui si ritiene di dover acquisire conoscenza sono i metodi di lavoro e la comunicazione. Marketing e contabilità non rappresentano più " urgenze formative" o per ruoli mutati o per conoscenze acquisite. Crescono anche innovazione , gestione dei gruppi , organizzazione.
Come vedono il futuro del sistema ed il loro di futuro?
Tralasciando per questa sintesi altre interessanti domande soffermiamoci nel
decodificare quelle domande relative alla percezione del sistema e alle aspettative
di evoluzione che esso genera .
Non si vedono " sorridenti nel sistema " i professionals , mentre
vedono abbastanza bene il sistema. Ci saranno , correranno, sono convinti che
il sistema crescerà , ma pensano di sorridere poco. Da un lato essi prevedono
che la " professione " diventerà sicuramente interessante per
più specializzazione, ma dall'altro sono quasi convinti che, per questo,
non saranno né meglio retribuiti ne più apprezzati. Hanno anche
la percezione del possibile rafforzamento dei concorrenti istituzionali Università
e scuole e per questo sono fortemente convinti che sia necessario dare qualità
e nuova immagine al sistema. Il dare nuova immagine al sistema emerge sia nelle
aspettative che nelle previsioni , che non sia la necessità di una affermazione
del collettivo ? Del " diteci bravi qualche volta" ? Il settore-sistema
non viene da loro giudicato troppo severamente .
Non lo tratteggiano così rigidamente e negativamente chiuso e ritengono
genererà nuove forme di strutture aggregative che potrebbero gestire
una maggiore parte dell'offerta formativa .
I Non Docenti nelle piccole e medie Agenzie
Per quanto concerne lo sviluppo ed il " mestiere" del professionals
non docente è necessario fare alcune considerazioni di carattere generale.
La crescita degli organismi di formazione è avvenuta negli ultimi quindici
anni in un contesto di mercato in continuo cambiamento, legato in buona parte
ai finanziamenti pubblici in materia di formazione e quindi complessivamente
caratterizzato da una incertezza sulla continuità che inevitabilmente
ha indotto , alcune agenzie alla scelta di forme organizzative dimensionalmente
non impegnative e non specifiche. In un contesto così caratterizzato
un lavoratore troppo specializzato, che non possiede di fatto gli strumenti
per valorizzare le sue capacità attraverso un dialogo con le conoscenze
degli altri, non sarebbe dotato della flessibilità richiesta dal sistema.
C'è poi la grande questione dei saperi che oggi più che mai vivono
e tendono verso un sistema di integrazione e di contaminazione teorico-pratico;
In sostanza, gli operatori dell'area formativa devono rifarsi ad un modello
di competenze caratterizzato dal concetto di "polivalenza".
Tale professional abbraccia uno stile di conduzione, della propria attività,
flessibile in ragione dei progetti, delle fasi lavorative e delle competenze
richieste. Rientrano in questa figura - dimensione i progettisti, i coordinatori,
i tutor, gli addetti all'area amministrativa e inoltre le nuove figure emergenti
quali i tutor on-line. C'è la constatazione di come questa tipologia
di formatori siano nella loro attività quotidiana costretti a svolgere
compiti diversi e a risolvere problemi differenti; inoltre, è verificato
che il ritmo ed i contenuti di tale attività sono spesso scanditi dagli
obiettivi e dalle incombenze, per cui si è progettisti o coordinatori
o tutor ed in contemporanea qualcos'altro.
L'analisi e la consapevolezza di queste esigenze assieme alla differenziazione
di ogni situazione richiedono un forte scambio di professionalità nelle
tradizionali competenze della funzione; più competenze di progettazione,
più capacità di processo, di comunicazione, di ascolto e soprattutto
di organizzazione; più conoscenze della rete e delle web solutions e
più in generale più conoscenze delle possibili azioni di supporto
alla loro attività.
Analizziamo ora quali possano essere le Azioni di supporto utile per tutte le professionalià non docenti siano esse operative in una o in più funzioni .
Le azioni di supporto
Abbiamo individuato tre macro aree azione prioritarie:
La prima area potrebbe essere evidentemente: una azione di formazione di base e permanente. Tale azione si ripropone spesso come una situazione esterna per così dire all'attività di lavoro corrente, riproponendosi quale fonte di aggiornamento del formatore. Valida quindi come azione possibile di supporto, ma estremamente delicata nella sua gestione ed implementazione .
Una seconda area di azione, che al contrario si inserisce e si esplica nell'ambito della organizzazione aziendale in cui il formatore è inserito, è la creazione e la gestione di gruppi di lavoro. Recenti studi in materia definiscono "..il gruppo come un sistema e un organismo vivente, un soggetto sociale e organizzato; una pluralità d'interazione, un fenomeno complesso, ad alta densità psicologica, sia sul piano dei processi cognitivi, sia sul piano delle manifestazioni emotive. Nonostante la complessità fenomenologica dei gruppi umani e la notevole mole di studi e ricerche disponibili sui fenomeni di gruppo, soprattutto in campo psicologico e psicosociale, l'utilizzo dello strumento " gruppo" (più propriamente del piccolo gruppo) in formazione non è stato sempre il più adeguato. Infatti, è dimostrato che la creazione e la conseguente gestione di gruppi di lavoro all'interno di un contesto organizzativo, può dimostrarsi un metodo efficace per la conduzione della propria attività se chi lo propone come strumento di formazione ne conosca le potenzialità e lo faccia "vivere" come campo aperto per una pluralità dinamica secondo un'adeguata articolazione dei suoi aspetti organizzativi e costituitivi. All'interno di un qualsiasi contesto formativo, il gruppo dei Professionals non docente potrebbero usufruire del supporto di tale modalità organizzativa attraverso la costituzione di diversi momenti:
- di ascolto, per costruire condivisione;
- di confronto e di scambio, per garantire sintonia ad intese;
- di esposizione, per certificare l'impegno;
- di feedback, per costruire risultati, soluzioni e valore aggiuntivo all'attività.
Alla base vi deve quindi essere una buona comunicazione fra i membri che contribuisca a fare del gruppo "territorio di scambio ed interattività"; la comunicazione dovrà avere caratteristiche di chiarezza, di trasparenza, di riferimento situazionale, di pragmaticità operativa e produttiva di risultati concreti.
Un supporto strutturato con tale metodologia di lavoro può secondo molti ritenersi estremamente valido come azione di supporto per la conduzione dell'attività del Professionals.Si richiede a priori uno "spirito di gruppo" , ingrediente di base e vero primo motore del processo, che deve essere incanalato nel clima allo scopo di creare un ambiente collaborativo. Ciò implica una forte motivazione da parte di tutti i componenti , che devono essere "educati" in tal senso per cogliere gli input e le ragioni che sono al di sopra dei loro bisogni professionali contingenti. Proprio questo vuole essere la condizione, la cui frequente mancanza nella operatività quotidiana, impedisce al gruppo di lavoro di prendere forma all'interno delle strutture che operano all'interno degli ambiti formativi.
La terza azione auspicabile per i professionals non docenti, troviamo
sia l'utilizzo di servizi informativi, reti e comunità di pratica. Questi
sono validi e significativi strumenti emergenti in grado di superare i limiti
impliciti presenti dalla formazione di base e permanente e dall'applicazione
dei gruppi di lavoro. Si afferma da più parti che la rete si può
porre come fonte e strumento di aggiornamento, di informazione, di relazione
con i colleghi e di valorizzazione del lavoro.
Siamo, infatti, all'inizio del massiccio utilizzo della rete in ambito lavorativo
ed anche i Professionals della formazione dopo il primo utilizzo di internet
come dispenser e fruitori di informazioni, ne stanno riconsiderando le opportunità
come fosse un agorà per la propria professione. Inizialmente ci si chiede:
"Che cosa trova il Professionals non docente per lavorare meglio?".
E' bene precisare talvolta ciò che egli può cercare e trovare
poco si confà con le esigenze e le condizioni legate alla propria sfera
professionale. Anche se in casi specifici cioè ambiti di project management
, di analisi e di qualità bisogna dire vi sia già una reperibilità
minimale . E' evidente che per altre figure : amministrative, commerciali ,
tutors risulta meno evidente il beneficio tratto dalla rete . Attualmente, non
vi è nel web la presenza di un portale al servizio dei bisogni, siano
essi pratici, conoscitivi, collaborativi a carico della figura in oggetto.
Molte delle proposte di collaborazione e di richieste di scambio opinioni sono
infatti spesso orientate ai docenti, piuttosto che ad altre figure professionali.
Alcune esperienze esistenti
Attiviamo una carrellata di servizi possibili e di possibili risultati analizzando
il non immenso panorama che in Italia internet offre sull'argomento. Nella rete
sarà comunque in aumento nel prossimo futuro il materiale , i forum e
le mailing list sui temi della formazione professionale , la tendenza pare dire
questo. Per segnare un punto su questo versante è il caso di dire che
già due sembrano essere le iniziative che costituiranno il risultato
delle azioni di sistema in Veneto . Il sito che sta servendo all'intervento
di Ecipa e i siti che riguardano due interventi attuati da Industriali veneto
Siav . Questi tre interventi coinvolgono tutte le Agenzie Formative degli Enti
Datoriali Venete. Guardiamo ora oltre e individuiamo ad esempio il sito www.maecla.it
. Risulta interessante proprio perché diretto ad una fascia di utenza
che ha bisogno di stimoli visivi; al suo interno si trova una sezione dedicata
ad alunni e docenti utile a stimolare il confronto e la collaborazione oltre
a notizie e normativa scolastica, prospetti per gli esami di stato e a una bacheca
aggiornata anche se senza storico, argomenti o motori di ricerca.
Esauriente e aggiornato al contrario, si presenta il sito www.formapubblica.it,
un portale che nasce dalla collaborazione tra il Formez e la società
Niz che si propone come punto d'incontro della domanda e dell'offerta di formazione
espressa oggi nel settore pubblico.L'obiettivo del sito è quello di agevolare
le amministrazioni pubbliche che accettano la sfida del nuovo sapere e dell'aggiornamento
continuo a fare scelte improntate alla qualità e all'economicità.
Medesimo è l'obiettivo del portale Marco
Aurelio del Comune di Roma, investimento limitato, molto focalizzato e basato
su una tecnologia via intranet e internet.
Il grande fratello ed il piccolo lavoratore
Vi è una via all'autoformazione attraverso il Web? Si. Lo sgomento nel
rapporto tra rete e umano , se mai vi è stato , sta per ridursi a livelli
insignificanti . Agli albori della rete frequente, era secondo gli esperti,
il senso di inadeguatezza che il professionals, il fruitore, aveva del proprio
sapere in relazione alla rete . Ci si chiedeva , ma chi sono io per aver perso
anni ad incamerare informazioni e conoscenza ed ora tutti hanno la possibilità
di sapere ora e subito tutto, parte, una sequenza , del sapere collettivo ?
La rete non è una entità monolitica ed a sè stante che
produce in automatico ed in modo necessariamente determinato conseguenze. Qui
il dibattito è aperto perchè vi è una parte che sostiene
che la tecnologia abbia la forza di determinare le persone , noi conveniamo
con chi invece ritiene che esista una pluralità di modi di intendere
il fine delle tecnologie . E , quindi, è la spinta motivazionale a generare
il bisogno ed il soddisfacimento del bisogno a generare nuove idee che a loro
volta genereranno altri bisogni.
Gli strumenti
La creazione della piattaforma di un portale consente di progettare, realizzare,
gestire la formazione a distanza, ma anche una serie di servizi dedicati a specifici
gruppi o comunità con interessi ed esigenze comuni: forum, informazioni,
aggiornamento delle normative relative a specifici ambiti, connessione con altre
organizzazioni o gruppi professionali, gruppi di discussione. Sulla scia degli
esempi di portali fatti precedentemente emerge chiaramente l'esigenza di ideare
e realizzare un portale verticale al servizio se non esclusivo, almeno diretto
ad una fascia o gruppo professionale quali sono i Professionals non docenti.
L'esigenza di creare e gestire strutture di rete di customer service nasce in
primis per far fronte a due ordini di esigenze: facilitare l'avvicinamento ed
il servizio dal punto di vista tecnico e organizzativo ed offrire un servizio
di orientamento e assistenza rispetto ai processi individuali di ricerca e conoscenza.
Il portale, a supporto della formazione e dello sviluppo, complementare e non sostitutivo dell'azione del Professionals, viene infatti considerato un'ulteriore leva che mette al centro l'attività formativa, intesa in senso lato e ad ogni livello, e spinge verso un sistema integrato a cui ognuno può accedere secondo la propria esperienza ed esigenza. La tecnologia quindi non come fine ma come leva in grado di produrre un valore aggiunto che faciliti l'attività del formatore e di riflesso l'azione formativa nella fattispecie. Seguendo l'approccio già utilizzato in altri contesti dell'offerta formativa, per l'ideazione di un portale, che noi chiameremo " Formaweb" (fig.1), ci si basa sul rispetto dei seguenti principi:
- riferimento ai profili di competenza che definiscono la figura del Professionals;
- definizione e rispetto del fabbisogno formativo, delineato da tali profili, in corrispondenza della diversa padronanza e maturità delle competenze;
Il portale "Formaweb" è rappresentato da un unico database
cui è possibile accedere secondo logiche diverse, in relazione ai propri
bisogni, come se fosse un motore di ricerca evoluto.
La Home-page è dotata di ampi spazi informativi che rimandano direttamente
agli approfondimenti nelle sezioni specifiche, con la possibilità immediata
di entrare nelle aree di interesse senza dover seguire tutto l'albero di navigazione.
Determinante, nell'impostazione della home page, la descrizione del "target",
ossia il cliente principale del sito, il che potrebbe includere: la lista dei
formatori accreditati, con indicazione dei curriculum, dell'ente presso il quale
presta lavoro con una specifica sezione per gli esperti di uno specifico settore,
ad esempio per i tutor, i coordinatori, progettisti o consulenti. Sommariamente,
occorreranno da un lato dei prerequisiti strutturali, quali ad esempio:
- il Forum, in cui ciascun utente, utilizzando un apposito forum, può depositare messaggi o elaborati che vengono ordinati per argomento in modo che il nesso sia evidente. Il forum si pone quindi come ambiente di comunicazione in rete di elaborazione e di approfondimento o di discussione e confronto, su cui si possono formulare varie ipotesi, o di collaborazione e di cooperazione funzionale alla realizzazione di un progetto o di un elaborato;
- le Chat, brevi messaggi in rapido movimento che consentono lo scambio rapido di commenti e/o domande e risposte;
- una Mailing list, lista di discussione creata e gestita da un gruppo di persone;
- una Bacheca, dove sono "appesi" i messaggi lasciati dagli utenti;
- un motore di ricerca per consentire una facile e rapida ricerca
- un'Area download, per poter scaricare eventuali documenti a disposizione dell'utente;
- una Videoconferenza
- etc.
D'altro canto saranno necessarie un insieme di pratiche che dovranno sapersi misurare con le richieste provenienti dall'utente-Professionals. Tali pratiche verranno costituite a sostegno dell'apprendimento: dall'appropriazione dei contenuti (ad opera del singolo) e in modalità collettiva, si può creare una community. Un gruppo di persone non creano automaticamente una community. E' necessaria le presenza di un bisogno di apprendimento (interesse personal-professionale) e di un bisogno di condivisione/acquisizione di dati.
Una community si differenzia da un "ambiente condiviso (network)" poiché nel primo caso, il rapporto non si esaurisce nell'espletamento (acquisizione) del dato. Si assiste ad una comunicazione orizzontale, che può essere anche asincrona il cui prerequisito minimo dovrebbe essere dato dalla presenza di almeno due persone, affinché si possa creare una relazione di scambio oltre che alla disponibilità di contenuti e feedback prodotti dalle stesse e quindi dalla presenza di uno storico accessibile e organizzato, continuamente in progress. Il portale assumerebbe le caratteristiche di un weblog, una nuova forma di comunicazione apparsa sul web da poco più di un anno. Un weblog è un ambiente dove i navigatori possono essere passivi (leggere notizie) o attivi (scrivere notizie), possono interagire con le notizie scritte da altri, commentandole o integrandole; Si tratta in sostanza di un sito (web) che conserva una traccia di tutto il contenuto (log). In realtà il linguaggio della rete ha ancora contratto il termine weblog, facendolo diventare blog. Il blog è quindi un sito-diario dove chiunque ha qualche cosa di interessante da dire lo può fare, contribuendo così alla stesura di un vero documento ipertestuale, sempre in divenire. Provando ora a costruire un'ipotetico profilo dell' e-Professionals , i prerequisiti che dovrebbe possedere sono:
- dimestichezza verso l'utilizzo di un Pc;
- un margine di curiosità e/o incertezza nell'ambito della sua attività (ipotizzata);
- una forte attesa che si accresce e si struttura, proporzionalmente allo sviluppo dell'ambiente formativo;
- identificazione delle modalità di iscrizione/investimento economico (privato-azienda).
Nell'ambito della formazione, tali aspetti li troviamo in un bisogno palesato di acquisizione di nuove conoscenze e/o competenze tra gli appartenenti ad uno stesso ambito lavorativo sebbene differenziato, quale può essere quello per un Professionals; nella disponibilità a farsi carico di un impegno (responsabilità del singolo - aspetti motivazionali) e nella comunanza del percorso intrapreso .
Conclusioni
Motivazione , tempo , riconoscimento da parte della struttura dello sforzo
di autoformazione ed aggiornamento, frequenza dei contatti non solo via rete.
I punti da sviluppare per far crescere nei professionals la convinzione che
dai supporti , dal loro utilizzo e dal loro completamento con proprie idee deriverà
la loro capacità di rimanere " dentro l'informazione " , di
definirne le ricadute sul lavoro e di generarne di nuove.