L'esperienza del lavoro in rete
Di Paolo Gaeta e Manuela Pegoraro
Metodologia
Il metodo applicato ha visto l'utilizzo di tre categorie, a loro volta suddivise i quattro tipologie, per l'analisi di ogni messaggio inviato ai vari forum.
Prima categoria
relativa alla funzione svolta dal messaggio e vuole analizzare il ruolo/valore
che il messaggio ha all'interno delle comunicazioni del gruppo secondo il seguente
schema:
- Informativa: descrizioni, resoconti, generalizzazioni
- Regolativa: dare istruzioni e/o direttive
- Persuasiva: argomentare
- Espressiva: espressione di sentimenti/umori
Seconda categoria
Si riferisce al tipo di relazione che il messaggio tende ad instaurare
con gli altri partecipanti secondo le seguenti tipologie:
- Confidenziale: instaura un clima informale, esprime fiducia, personalizza la comunicazione.
- Collaborativa: tiene conto degli altri, lavora insieme.
- Conciliante: ricerca un accordo, avvicina punti di vista diversi.
- Critica: esprime in giudizio, contesta un punto di vista, una proposta, un comportamento.
Terza categoria
Riguarda il contenuto del messaggio e quindi il contributo allo sviluppo
del dibattito sui temi oggetto della discussione del gruppo:
- Costruttivo: sviluppare l'idea di un altro.
- Esplicativo: dare spiegazioni, motivare il punto di vista.
- Esplorativo: chiedere un parere, sviluppare ipotesi.
- Propositivo: fare proposte.
Ogni messaggio è stato quindi letto, individuando i relativi marcatori
testuali, attraverso questa griglia quindi lo stesso messaggio poteva contenere
più tipologie anche riferite alla stessa categoria.
In quasi tutti i messaggi erano presenti le categorie Funzione e Relazione mentre
non è stato possibile classificare tutti i messaggi attraverso la categoria
Contenuto perché riferiti a modalità organizzative e/o a suddivisioni
dei compiti tra i partecipanti al forum senza portare contributi specifici allo
sviluppo del dibattito.
Ogni messaggio è stato quindi attributo all'autore tendendo distinti
i messaggi inviati dai vari partecipanti gli uni dagli altri e, all'interno
dello stesso gruppo, quelli inviati dal coordinatore/animatore.
Risultati
Gruppi
Informare, collaborare, capirsi sono queste le dimensioni che emergono ad una
prima lettura dei dati emersi dal monitoraggio qualitativo, un risultato coerente
con l'impostazione del lavoro (Gruppi collaborativi) e con lo strumento usato.
In mancanza di un contatto diretto tra i partecipanti, la necessità di
veicolare informazioni è stata una condizione indispensabile per poter
produrre un clima utile allo sviluppo del dibattito ed all'approfondimento dei
temi. Il fornire informazioni dimostra una apertura verso gli altri, una condivisione
delle proprie conoscenze e nel tempo porta alla conoscenza degli altri: non
più estranei ma colleghi.
Questo ha contribuito ad instaurare un clima molto collaborativo, con la quasi
assenza di comportamenti critici, e la totale assenza di comportamenti aggressivi:
se consideriamo che lo strumento scritto induce ad affermazione più nette,
più schierate in sostanza meno mediate della comunicazione orale (manca
la mediazione metacomunicativa) la mancanza di dimensioni conflittuali evidenzia
un risultato particolarmente positivo nelle attività dei gruppi. Teniamo
poi presente che il confronto è avvenuto tra pari e spesso in queste
situazioni la dinamica competitiva gioca un ruolo significativo.
Certo le dimensioni più emotive (espressive e confidenziali) non sono
particolarmente sviluppate e guardando il grafico se ne può ricavare
l'impressione di una certa freddezza, di un relativo coinvolgimento della dimensione
personale nel dibattito ma il tono delle comunicazioni scambiate è comunque
quasi sempre stato molto caldo anche se senza particolari marcatori delle dimensioni
emotive. Queste dimensioni sono state presenti nei primi momenti, all'inizio
dei lavori con la fase di presentazione dei partecipanti.
I partecipanti hanno inoltre convalidato il ruolo dei coordinatori non contestandone
la funzione o le capacità nelle fasi di organizzazione e di sviluppo
dei lavori questo evidenziato da un basso numero di messaggi di tipo regolativo:
in sostanza è stato riconosciuto il ruolo al coordinatore visto che tra
le funzioni dei messaggi, inviati dai partecipanti, quella regolativa è
la più bassa di tutte.
Relativamente alla categoria Contenuti le tipologie più usate sono state
quelle propositive ed esplicative anche questo in coerenza con la dimensione
collaborativa emersa nella categoria Relazione. La necessità quindi di
spiegare, di approfondire, di proporre idee e punti di vista è stata
preponderante più che quella di rilanciare ipotesi costruite sviluppando
altre idee (costruttivo). Questo comportamento può essere interpretato
con un riferimento a:
- strumento di comunicazione: la comunicazione scritta, a distanza in un contesto pubblico necessità di una significativa chiarezza in relazione ai contenuti e quindi induce una forte attenzione a quello che si scrive ed a come si scrive perché è indispensabile farsi capire in un contesto pubblico e di cui resta testimonianza; allora l'attenzione nell'illustrare il proprio punto di vista sarà preponderante proprio per meglio chiarire i concetti e le ipotesi sviluppate.
- ruolo del coordinatore: nell'accettazione del ruolo sta anche scritta la delega di autorità e di responsabilità e quindi il coordinatore viene visto come chi dovrà carico di fare sintesi tra i vari punti di vista e tra le ipotesi emerse nella discussione.
A questo bisogna aggiungere l'alto numero di messaggi propositivi che evidenzia
un legame con i contenuti di tipo esplicativo: quasi sempre in un messaggio
esplicativo è contenuta una proposta coerente con l'ipotesi illustrata;
ma credo sia anche da considerare che la facilità nel fare proposte sottolinei
la mancanza di timori, di remore insomma non si avverte la paura di esporsi
indicando una strada da percorrere, una ipotesi di lavoro (vedi dimensione collaborativa).
Non banale mi sembra una presenza significativa di messaggi di tipo esplorativo,
i più critici in assoluto. Questa tipologia tende ad evidenziare contenuti
innovativi, non usuali e nuove prospettive; l'esplorazione comporta sempre un
certo rischio perché ci si avventura in nuovi territori, si tracciano
nuove rotte con pericolo di imboccare strade chiuse o banchi di sabbia. Direi
che è la dimensione che più caratterizza le attività di
ricerca e quindi la sua presenza segna un dato qualitativo delle attività
dei gruppi.
Una osservazione a parte merita il metodo con cui i partecipanti, tutti professional
della formazione, hanno approcciato i temi oggetto di discussione. Forse anche
per una bassa dimensione emotiva c'è stato poco racconto, nessuna narrazione
di casi, non sono stati portati esempi partendo da se stessi; resta da capire
se questo sia il prodotto di uno strumento di comunicazione, la scrittura in
pubblico, che probabilmente non favorisce la condivisone di esperienze personali,
oppure se il clima generale e l'atteggiamento dei coordinatori (vedi seguito)
non abbia condizionato il dibattito non sollecitando contributi più personali.
Forse questo ha un po' impoverito la discussione, che in alcuni gruppi ha tardato
a svilupparsi, ma forse è anche il segnale di una difficoltà oggettiva,
di chi si occupa di formazione, nel pensare il proprio ruolo in maniera critica.
Sembra che si preferisca parlare di formazione in maniera neutra, distante,
poco emotiva quando invece è una attività che coinvolge in maniera
totale la vita professionale dei partecipanti.
Coordinatori
Regolo, collaboro, propongo: è questo il ruolo del coordinatore
che emerge dalla lettura dei dati relativi al grafico.
I coordinatori hanno quindi applicato il loro ruolo come da manuale intervenendo
poco nel dibattito, se non per regolare e sintetizzare, e sviluppando maggiore
attenzione/attività nelle dimensione di governo e di sviluppo del gruppo.
Hanno fatto da punto di riferimento, hanno segnalato il passaggio alle varie
fasi, hanno proposto regole e metodi portando a sintesi il lavoro del gruppo.
Rispetto alle dimensioni presenti nello schema dei gruppi tra i coordinatori
emerge in maniera significativa la dimensione collaborativa come la più
utilizzata.
Praticamente quasi ogni messaggio dei coordinatori conteneva questa dimensione;
c'è stata quindi una forte attenzione, da parte dei coordinatori, nel
creare un positivo clima di confronto in coerenza con il ruolo loro assegnato.
Direi che questa dimensione collegata a quella regolativa, presente in maniera
significativa tra le funzioni, descrive un ruolo di autorevolezza più
che di autorità: il coordinatore non ha rinunciato al proprio 'potere'
ma lo ha fatto all'interno di una dimensione cooperativa che ha di fatto eliminato
le possibilità di conflitti o la nascita di atteggiamenti critici (vedi
gruppi).
La dimensione critica è stata attuata da 3 coordinatori su cinque con
un solo messaggio a testa: questo rafforza il ragionamento precedente evidenziando
il fatto che in caso di necessità i coordinatori non hanno esitato nel
far pesare il loro ruolo nei confronti del gruppo anche se le occasion epre
farlo sono ste molto limitate.
Certo anche la dimensione informativa è presente in maniera significativa
ma le informazioni sono state più legate alle dimensioni organizzative
che a notizie utili al dibattito, ai contenuti mentre sono state presenti segnalazioni
di link e/o testi utili alla discussione.
Relativamente ai contenuti il ruolo dei coordinatori si caratterizza attraverso
un forte sviluppo della tipologia propositiva, pari quasi a quella regolativa,
un comportamento che si è evidenziato nel proporre le sintesi relative
ai vari momenti dei dibattito e nel passaggio da una fase all'altra. Certo anche
loro hanno portato i loro contributi costruttivi, esplicativi ed esplorativi
ma non hanno in questo avuto un ruolo preponderante: sono intervenuti in punta
di piedi.
Cercando di visualizzare il tutto: sono stati in disparte, hanno guardato di
lato, hanno fatto scaffolding; con un atteggiamento che si potrebbe definire
'formativo' hanno consentito che il dibattito, la discussione avvenisse senza
loro particolari influenze favorendo la crescita e la qualità degli interventi:
insomma non hanno tracciato la linea.
La loro leadership si è manifestata in maniera molto soft interpretando
il proprio ruolo più come una risorsa a disposizione dei partecipanti
che come trascinatori del dibattito. Un ruolo coerente con la composizione dei
gruppi, non si stava facendo formazione, che vedeva la partecipazione di professional
con una significativa esperienza nel campo della formazione.
A volte però si ha come l'impressione, specialmente per alcuni coordinatori,
che abbiano interpretato in maniera sin troppo rigida il loro ruolo, insomma
un po' da spettatori 'vediamo cosa succede qui' animando poco il dibattito e
accontentandosi del movimento esistente.
I loro interventi non sono stati molti, in alcuni casi anche molto pochi, con
il risultato che a volte il gruppo perdeva di vista gli obiettivi da raggiungere
e/o si fermava in discussioni di tipo tecnico, poco propositive.
Certo non è facile calibrare il proprio intervento, c'è sempre
il pericolo di mettere i piedi nel piatto, ma forse i gruppi avrebbero prodotto
un dibattito più ricco con un ruolo maggiormente attivo dei coordinatori;
infatti nella lettura dei comportamenti dei gruppi nella sezione Contenuti la
parte esplorativa, quella che più descrive una dimensione di ricerca
e di innovazione, è presente ma la media appiattisce e spalma il risultato
e non evidenzia che questa dimensione, in alcuni gruppi, è stato totalmente
assente.
Criticità: Intreccio di tre fattori
Tempo
E' la criticità maggiore. Viene spesso evocata dai partecipanti che lamentano
la mancanza di tempo per seguire in maniera continua e significativa i lavori
del gruppo. All'inizio del progetto c'è stata anche una significativa
mortalità dei partecipanti che hanno rinunciato per mancanza di tempo
da dedicare al progetto. Da alcuni messaggi presenti sul Forum si può
inoltre dedurre che gli interventi, a volte, sono stati elaborati proprio all'ultimo
momento e più per un dovere che per una partecipazione convinta.
Questo credo sia un problema strettamente legato allo strumento, uno strumento
che lascia molta libertà in termini organizzativi e di partecipazione
ma che proprio nel non costringere/restingere (vedi un corso in aula, un incontro,
una riunione) i partecipanti li lascia indifesi nei confronti della quotidianità
operativa. Infatti un incontro, una riunione si svolge al di fuori del contesto
lavorativo, l'assenza è giustificata, si realizza comunque una distanza
che difende/protegge i partecipanti che, presenti sul proprio posto di lavoro,
difficilmente riescono ad arginare, a ritagliarsi spazi nell'impellente presenza
del quotidiano. Invece lo strumento necessità di tempo, e quelli di scrittura
sul forum sono i minori, per elaborare pensieri, per documentarsi, per confrontare
idee, per produrre ipotesi da proporre successivamente sul Forum. Insomma c'è
bisogno di concentrazione, di isolarsi dal contesto e questo spesso non è
possibile sia per oggettive situazioni logistiche (open space, uffici condivisi,
ecc), sia perché si lavora immersi in un contesto pubblico.
Questo limite sembra insuperabile se non attraverso una forte assunzione di
responsabilità anche da parte del partecipante, ma principalmente dalla
struttura organizzativa e gerarchica a cui fa riferimento, insomma non essendoci
muri e distanze da opporre all'operativo dovrà esserci una rete di protezione/giustificazione
attuata dai livelli di responsabilità aziendali per mettere il partecipante
nella miglior condizione possibile in relazione alle attività online.
Motivazione
Questa criticità è strettamente legata a quella relativa al tempo:
per poter arginare l'operatività e per organizzare il proprio tempo trovando
lo spazio da dedicare ai lavori del Forum è indispensabile una forte
motivazione. Senza questo sembra essere estremamente difficile poter partecipare
alle attività dei gruppi proprio per i motivi esposti nel capitolo precedente:
il tempo si trova solo se motivati. Anche questo segna una sostanziale differenza
con le attività in presenza nelle quali una bassa motivazione iniziale
può essere recuperata all'interno del tempo/spazio presidiato dal docente
e dal gruppo senza interferenze esterne, mentre per le attività online
la mancanza, o la bassa motivazione, iniziale impedisce di fatto l'impegno significativo
e costante nelle attività online.
Per quanto poi riguarda nello specifico i lavori dei gruppi un basso livello
di partecipazione, da parte di alcuni partecipanti, può certamente essere
stato certamente originato dalla mancanza di un evidente collegamento diretto
tra la discussione sul forum le proprie attività professionali; la discussione
sul sistema formativo probabilmente è stata vissuta come lontana dalle
necessità immediate di aggiornamento e di approfondimento legate al proprio
compitino professionale.
E mancato quindi l'incentivo ad investire delle risorse (tempo, pensieri, sentimenti)
non riuscendo ad intravedere una ricaduta sulle attività svolte e sul
ruolo ricoperto.
I partecipanti provengono tutti da un ambito molto orientato al fare, alla operatività
sono organizzatori e gestori di attività formative compiti che portano
ad una forte attenzione a risultati visibili ed immediati, alla soluzione di
problemi in tempo reale mentre meno sono abituati a sviluppare criticità
ed analisi sul sistema formativo più in generale.
C'è stato quindi un limite, nell'approccio alle attività del forum,
dovuto all'imprinting professionale dei partecipanti che certamente privilegia
la parte operativa rispetto a quella di analisi più generale.
Scrittura
Questo è sicuramente l'aspetto più complesso nell'ambito della
Comunicazione Mediata dal Computer. "Si sposta l'attenzione e l'impegno
di chi scrive dal prodotto della scrittura fine a se stesso (il compito scritto,
il tema, il saggio) al processo di comunicazione e di socializzazione attraverso
la scrittura che mette in risalto la dimensione comunicativa/interattiva/sociale
che la scrittura, in una certa misura trasmette" . E' questa una dimensione
alla quale, per le modalità d'uso della scrittura nel contesto professionale,
non si è abituati; in genere si scrive per comunicare informazioni e/o
per trasmettere notizie attraverso formule ormai collaudate e standardizzate.
Si scrive anche poco, le comunicazioni tendono ad essere brevi e con contenuti
di tipo tecnico/organizzativo. La dimensione sociale è poco presente
o si riduce a formule standard. Ma non è stata questa la principale difficoltà
nel partecipare ai lavori dei gruppi nei quali era comunque presente una dimensione
di comunicazione ed interattività; la difficoltà è stata
proprio nell'usare la scrittura come strumento per comunicare le proprie idee,
le ipotesi, gli approfondimenti sui temi oggetti di discussione. C'è
una mancata abitudine a questo, il modello più in uso sono le riunioni,
gli incontri in presenza, le discussioni faccia a faccia nella quali si sviluppa
un dibattito che si avvale del contributo dei presenti per poi arrivare a delle
realizzazione di tipo operativo; fermarsi e prendere tempo per scrivere inoltre,
come visto più sopra, è problematico; per scrivere bisogna organizzare
il proprio pensiero, bisogna documentarsi, bisogna lasciare tempo alle idee
di sedimentarsi per poi trasmetterle attraverso uno strumento che non ci è
usuale. Da non dimenticare poi che si scrive in un contesto pubblico e che quello
che viene scritto è sottoposto a critica, all'analisi degli altri, di
quello che si scrive resta testimonianza.
L'insieme di queste componenti porta ad certo timore nell'uso della scrittura
e, in alcuni casi, alla rinuncia ad esprimere il proprio punto di vista.